Energia elettrica

La bolletta dell’energia che paghiamo è la somma di varie componenti di cui il costo dell’energia vera e propria (la materia prima) rappresenta solo una parte ed è l’unica, tra l’altro, su cui possono competere i fornitori del mercato.

Servizi di rete ed oneri generali sono definiti dall’ARERA (autority del settore) e tutti li paghiamo in ugual misura (a parità di tipologia di contatore installato), indistintamente da quale fornitore abbiamo scelto.

Le varie voci che compongono la fattura possono in realtà essere raggruppate
in 3 tipologie di costi:

1. Costi fissi

Sono i costi che si pagano mensilmente, indipendentemente dal consumo.
Sono presenti nelle seguenti sezioni della fattura: nella spesa per la materia
(la PCV, il prezzo di commercializzazione), nella spesa di trasporto e negli oneri di sistema.

2. Costi potenza

Anche questi costi si pagano su base mensile a seconda della potenza installata
sul contatore (per i contatori senza limitatore si applicano invece sullo spunto massimo del mese).

Entrambi in realtà possiamo considerarli come dei costi fissi in quanto un cliente
li pagherà sia nei mesi di normale attività, che nell’eventualità di un consumo basso
o nullo.

La tebella d’esempio raffigura una simulazione di una fattura di un cliente
con 15kW di potenza (un tipico bar) che paga un COSTO FISSO di € 15
ed un COSTO POTENZA di € 80.

Totale costi fissi e potenza: € 95

3. Costi a consumo

Tali costi, presenti in tutte le 4 sezioni della bolletta, sono legati ai consumi
e dipendono esclusivamente da quanti kWh di energia abbiamo prelevato nell’arco
di un mese.

Gli esempi a fianco prendono in esame due diverse situazioni: un mese in cui
il cliente ha consumato 3000 KWh ed ha pagato € 413 di costi variabili ed
un mese in cui ha consumato 300 KWh ed ha pagato € 41 di costi variabili.

Ne consegue che volendo calcolare un costo medio a kWh, otterremo due risultati molto diversi tra loro: dividendo il totale della bolletta con maggiore consumo per i kWh consumati avrò un costo medio di 0,16 €/KWh, mentre nell’altro caso avrò un costo di 0,39 €/kWh (più del doppio!).

Ogni cliente non consuma mai la stessa quantità di energia nell’arco dei mesi, ma paga sempre gli stessi costi fissi, che però incideranno diversamente sul suo consumo.
Ecco perché dividendo il totale della nostra bolletta per i kWh consumati otterremo ogni mese un prezzo medio diverso; il principio è: più consumiamo nell’arco di un mese minore sarà il prezzo medio!

In conclusione, quello che conta è pagare l’energia (la materia prima) al prezzo più basso del mercato. Gli altri costi sono definiti dall’Arera e vengono applicati nella stessa misura da tutti i fornitori.

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